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STORIA
DELLO SNOWBOARD
Non è facile stabilire chi sia stato il
primo ad inventare lo snowboard. Possiamo dire
comunque che lo snowboard attuale sia nato negli Stati Uniti e derivi quasi certamente dal surf da mare.
Il primo esempio documentato di rudimentale snowboard risale al
1929, quando Jack Burchett,
un costruttore di slitte, tagliò un pezzo di legno piatto con
dei lacci di stoffa per i piedi.
Un'altra documentazione certa
risale a circa trent'anni dopo: nel 1963 Sherman Popper,
un ingegnere chimico, per far giocare i suoi figli inventò un
attrezzo che battezzò snurfer; Popper unì due sci con l'intento di riprodurre un attrezzo
simile al monoscì, che all'epoca stava diffondendosi tra gli
sciatori più spericolati, ma si accorse che i suoi ragazzi
salivano sulla tavola di traverso, proprio come i surfisti da
onda. Popper prese allora un surf da onda e lo elaborò montando dei
bordi metallici e progettando un attacco per la scarpa.
L'attrezzo ebbe un grande successo tra gli amichetti dei suoi
figli, e quindi registrò il nome cedendo i diritti alla ditta Brunswick che incominciò a produrre in serie lo Snurfer. Queste tavole
giallo-nere di legno compensato fecero il giro degli Stati Uniti
e una di esse arrivò tra le mani di Jack Burton Carpenter che, allora quattordicenne, cominciò ad elaborare lo Snurfer per
migliorarne le prestazioni agonistiche.
Nel 1969 un ingegnere di
New York, D. Milovitch,
anch'egli ispirato dal surf d'onda, costruì alcuni prototipi di
tavole da neve e ne registrò il brevetto con il nome di Winterstick.
La leggenda narra che l'idea gli venne dopo aver "surfato" sulla
neve, per scherzo, con dei vassoi da mensa. Quelle di Milovitch
furono costruite dapprima in legno resinato, ma così erano
troppo fragili: utilizzò allora un'anima schiumata racchiusa tra
laminati in fibra di vetro e con base in P-tex, un nuovo
materiale. Per un certo periodo le cose andarono molto bene e i
suoi attrezzi ebbero una grande notorietà grazie ad articoli
pubblicati su Newsweek, Playboy e Powder.
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Milovitch andò però incontro ad
enormi spese di produzione che ne impedirono il decollo
commerciale: le tavole risultarono troppo costose per invogliare
le masse ad affrontare l'avventura dello snowboard. Milovitch
produsse tavole fino agli anni 80, quindi abbandonò l'attività
anche se la Winterstick, dopo vari problemi finanziari, riuscì a
sopravvivere.
Anche Jack Burton nel 1977 iniziò a produrre surf
da neve. I suoi modelli somigliavano molto allo Snurfer di
Popper: si differenizavano per il fatto che erano stretti come
un monosci, costruiti in legno di acero laminato e con gli
attacchi di gomma regolabili, muniti di una superficie
antisdrucciolo. Con un nuovo prototipo Burton sorprese tutti
vincendo molte gare. Decise così di trasferirsi a Londonderry,
nel Vermont, per dedicarsi appieno al suo business. Nel '79
disegnò gli attacchi tipo strap.
Nello stesso periodo Popper
interrompeva la produzione tornando al suo lavoro di ingegnere.
Un altro personaggio iniziò l'avventura nel mondo dello
snowboard contemporaneamente a Burton: Tom Sims.
In realtà egli era un produttore di skatebord, lavorava nel suo
garage con l'amico Chuck Barfoot. Sims provò ad incollare dei
pezzi di tessuto sopra il legno e usò un foglio di alluminio
come soletta. Sims tuttavia continuò a concentrarsi sulla
produzione di skateboard.
La svolta decisiva arrivò ancora una
volta da Jack Burton: ispirandosi alla tecnologia dello sci,
introdusse nel 1980 un prototipo con soletta in P-tex, strati di
legno laminato e lamine.
Nel Vermont nel 1982 si organizzò il
primo campionato nazionale americano: la gara consisteva nel
partire dalla cima di una montagna e arrivare in fondo,
possibilmente interi. La leggenda narra che un certo Bob Boutin
abbia raggiunto la folle velocità, per l'epoca, di 100 km orari
con una tavola Backhill. Nei primi anni '80 erano pochissime le
stazioni di sci che accettavano lo snow. In alcune si richiedeva
una specie di esame per poter accedere agli impianti e scendere
sulle piste, con il quale si doveva dimostrare di avere una
buona padronanza dell'attrezzo.
Il
primo prototipo di attacco moderno è del 1984 grazie ad un
personaggio che non avrà il riconoscimento che meritava: Jeff Grell.
Egli mise a punto un tipo di attacco che facilitava molto la
guida della tavola, e che in seguito sarà imitato da tutti.
I campionati americani si spostarono a Stratton, nel Vermont, e
diventarono gli U.S Open. Jack Burton aprì ad Innsbruck, in
Austria, la divisione europea Burton. Nelle edicole americane
apparvero due importanti riviste del settore che diventarono in
breve il punto di riferimento degli appassionati: Snowboarder e successivamente Absolutley
Radical.
Nel 1994 lo
snowboard raggiunse la definitiva consacrazione entrando a far
parte degli sport olimpici. Nel 98 lo snowboard, con tutte le sue discipline, approdò ai
giochi olimpici di Nagano in Giappone. In Italia, oggi, il
successo di questo sport è testimoniato da più di 100 club e da
oltre 1600 soci. |