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FREERIDE E NEW SCHOOL
Il
Freeride, o sciare “fuori pista” che dir si voglia,
rappresenta per molti l’apice dell’evoluzione delle proprie
abilità sciistiche.
E’ un’attività che è sempre
esistita tra gli appassionati della neve, perché riesce ad
entusiasmare e a donare quelle emozioni di “leggerezza” e
“libertà” che poche attività riescono a dare.
Negli ultimi anni,
conseguentemente al boom dello snowboard, che quasi per
antonomasia sembra essere uno strumento da neve fresca, gli
adepti a questa pratica sono aumentati in maniera esponenziale,
spinti dalla voglia di provare “emozioni”.
Solcare un pendio senza tracce,
sapendo che da quel punto ancora non è passato nessuno, vedendo
gli sci scomparire sotto la neve, concede soddisfazioni di rara
intensità.
Per vivere la montagna con questo
“spirito libero” però è necessario anzitutto saper valutare le
proprie doti fisiche, tecniche e, non meno importanti, le
caratteristiche ambientali del momento.
Se è vero che il freeride è
solitamente praticato da sciatori molto abili, non vuol dire che
questa sia la regola. Questa attività, infatti, può essere
svolta anche da sciatori di medio livello con alcuni
accorgimenti che un maestro di sci è in grado di portare alla
vostra attenzione.
La cosiddetta
new school è un modo nuovo e
spettacolare di esprimersi sugli sci, facendo evoluzioni
acrobatiche più o meno impegnative, quali rotazioni, salti,
salti con rotazioni e altri “tricks” che possono essere eseguiti
sia in ambiente naturale, in pista o fuori pista, sia
all’interno di snow park attrezzati.
Questo sport di derivazione
americana, anche se svolto con gli sci, presenta molte affinità
con lo snowboard suo precursore: esprime un grande desiderio di
“gioco” al di fuori di codificazioni tecnico-estetiche rigide.
Nella new school molti giovani,
che magari considerano lo sci una pratica rigorosa e poco
divertente, possono trovare nuovi stimoli per continuare una
attività che magari già conoscono, imparando a gestire meglio il
proprio corpo e il proprio equilibrio nelle più svariate
condizioni, la più comune delle quali è la fase di “volo” nei
salti. |